Changer.com - Instant Exchanger

martedì 28 marzo 2017

PSA: 2020 ritorno in India

La PSA si allea con la CK Birla per produrre in India auto da vendere nel grande Paese, dove vivono 1,2 miliardi di persone.
UN GRANDE POTENZIALE - Il Gruppo PSA ha annunciato un investimento iniziale pari a circa 100 milioni di euro per tornare in India, con l'intenzione di aumentare le vendite a livello globale e ritagliarsi una fetta in quello che gli analisti considerano un mercato molto promettente, alla luce degli oltre 1,2 miliardi di abitanti e della scarsa diffusione delle automobili: nel 2016 il totale delle nuove immatricolazioni ha raggiunto le 3 milioni di unità, ma il numero è destinato a raggiungere le 8/10 milioni di unità entro il 2025. Il gruppo francese tornerà nel Paese dal 2020 e ha stretto per l’occasione due diversi accordi con il gruppo CK Birla, conglomerata da oltre 20.000 dipendenti che gestisce attività industriali di vario tipo. 
DUE JOINT VENTURE - Una di queste è la HMFCL, società che si occupa della distribuzione nel Paese anche delle Mitsubishi. L’accordo fra il Gruppo PSA e la HMFCL prevede la formazione di due joint venture (possedute al 50-50%): una consiste nella produzione e nella distribuzione di auto della PSA in India, l’altra nella fabbricazione di motori e trasmissioni. Le attività saranno basate nell’impianto di Tamil Nadu, dove la PSA conta di realizzare all’inizio 10-15.000 vetture l’anno e poi incrementare gradualmente la produzione fino a raggiungere quota 100.000 unità l’anno. La PSA non è presente in India da inizio Anni 90, ma nel 2011 aveva definito un ambizioso piano di investimenti poi dismesso a causa della grave crisi in cui è piombata l’anno successivo.
Fonte: QUI

giovedì 16 marzo 2017

Mazda: motore a benzina senza candele

Dalla Mazda il motore a benzina senza candele

Nel 2018 i nuovi motori Skyactive 2 della Mazda, nei quali l’accensione della benzina avverrà tramite l’alta pressione. 

MIGLIORA L’EFFICIENZA - Entro la fine del 2018 la Mazda dovrebbe presentare la seconda generazione dei motori linea Skyactive, introducendo nuove soluzioni tecniche per diminuire i consumi e far aumentare l’efficienza energetica. Una di queste potrebbe essere l’inedito sistema Homogeneous Charge Compression Ignition (HCCI), capace di far avvenire l’innesco della benzina nelle camere di combustione senza il ricorso alle tradizionali candele: la scintilla verrà creata grazie alla pressione molto elevata, in maniera analoga a quanto avviene sui motori diesel, dove la compressione dell'aria provoca un'autoaccensione al momento dell'iniezione del carburante nei cilindri. La prima automobile ad impiegare la tecnologia potrebbe essere la Mazda 3 (foto sopra). STRUTTURA RIVISTA - Secondo quanto anticipato dall’edizione on-line del quotidiano Nikkei, i motori Skyactive 2 dotati del sistema HCCI verranno adottati progressivamente da tutti i modelli della Mazda con un sensibile miglioramento dei consumi, fino al 30%, in virtù anche degli accorgimenti necessari per applicare la tecnologia: il nuovo motore adotterà un rapporto di compressione più elevato e lavorerà con una miscela aria-benzina super magra (cioè con meno benzina). Allo stesso tempo i tecnici dovranno essere capaci di non far incrementare l’emissione dei pericolosi ossidi d’azoto, che aumentano nelle miscele magre per via della maggiore presenza di aria (e dell’azoto che la compone), modificando inoltre la struttura interna delle camere di combustione, che sarà più solida sui motori dotati di HCCI. 

Fonte: QUI

lunedì 6 marzo 2017

E-Mobility Report

Risultati immagini per auto elettriche

Le auto elettriche prenderanno il posto di quelle tradizionali? Il successo della Nissan Leaf, il modello più richiesto, è destinato a continuare? Quali sono le strategie e le intenzioni delle case automobilistiche, da Mercedes ad Audi, passando per Hyundai e Renault, sul fronte dell’e-mobility? E, a livello di incentivi statali per l’acquisto di vetture non inquinanti, che cosa possiamo attenderci? Risposte e previsioni, pro e contro, dati e numeri: il panorama aggiornato e gli scenari futuri, con i pareri degli esperti del settore, sono al centro dell’incontro dedicato al primo E-Mobility Report, organizzato dall’Energy&Strategy Group del Politecnico (giovedì 26 gennaio, aula magna Carassa-Dadda del campus Bovisa, via Lambruschini 4). L’incontro, che comincerà alle 9.30, sarà gratuito e aperto a chiunque desideri parteciparvi: per conoscere lo stato di salute attuale e gli sviluppi della mobilità elettrica, soprattutto per valutare a che punto e a che velocità si muove l’Italia, rispetto all’Europa e al resto del mondo.
Tavole rotonde. A dare il via all’incontro sarà una panoramica globale del mercato che, stando agli ultimi dati a livello globale, si è chiuso con la vendita di circa 800.000 esemplari a spina, quindi in crescita del 40% rispetto al 2015, con i “full electric” in pole position: da soli toccano il 63% del totale, in crescita del 60% rispetto all’anno prima. Protagonista del mercato è la Cina, che ha registrato 225.000 vendite nei soli primi tre trimestri del 2016. A seguirla nella classifica mondiale, seppur con forte distacco, ci sono gli Stati Uniti (109.000 esemplari, + 33% in un anno). In Europa, le vendite si dimezzano; e in Italia? Nel 2016 sono state immatricolate 2.560 auto elettriche, circa lo 0,1% del mercato italiano dell’auto. Quanto è dovuto all’assenza di qualsiasi tipo di incentivazione, quanto alla rete di rifornimento, ancora debole? Pare molto. Queste e tante altre risposte usciranno dalle tavole rotonde del Politecnico.
Fonte: QUI