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martedì 6 giugno 2017

L’auto elettrica da 12 mila euro



Un’auto elettrica che costa meno di 12.000 euro, assicura 100 km di autonomia ed è più corta di una smart ForFour? Non è uno di quei miraggi che spesso le case promettono di lanciare sul mercato “in un futuro non troppo lontano”. Questa volta il futuro è adesso, probabilmente entro il 2017, e la agognata auto elettrica dei sogni si potrà toccare con mano e comprarsela al costo più o meno di una Fiat Panda.

Tutto nasce dalla collaborazione tra la start-up tedesca e.GO Mobile AG, l’Università RWTH Aachen e il gigante della componentistica e dei servizi Bosch. Dopo aver presentato al CeBIT di Hannover – dedicato al business digitale – una prima concept, in queste ore e.GO Mobile sta predisponendo nel sito del Triwo-Technopark di Aachen la produzione di una city car battezzata 2+2 Life e lunga 3,35 metri.

“La vettura è spinta da una batteria da 14,4 kWh che assicura, grazie alla leggerezza dell’auto (650 kg senza accumulatori) 100 km di autonomia, ma è prevista anche una versione da 19,2 kWh che la innalza a 130 km”, spiegano alla casamadre. “A motorizzare la citycar Life è un’unità elettrica da 22 kW fornita da Bosch.”

Non solo. Dal punto di vista estetico la 2+2 Life sembra avere anche tutte le carte in regola per affrontare il popoloso mercato delle citycar. A parte infatti i grandi cerchi in lega che le regalano un aspetto particolarmente futuristico, la vettura è dotata di un frontale ben arrotondato con i gruppi ottici incastonati nella parte alta, mentre la sezione posteriore è caratterizzata da un grande portellone che ricorda le piccole Toyota/Peugeot/ Citroen, ma che promette il massimo della praticità. Se a ciò si aggiunge una gamma di colori particolarmente sbarazzina, ecco che il gioco è fatto.

“La mobilità elettrica sta diventando sempre più importante – ha dichiarato Markus Heyn, membro dei board di Robert Bosch GmbH – ma per diventare la tecnologia leader non ha bisogno solo di una rete di stazioni di ricarica ma anche di un network di assistenza in tutto il Paese. E’ per questo che vogliamo mettere a disposizione in futuro la nostra rete di Bosch Car Service, specialisti che sono già altamente competenti nel settore della propulsione elettrica e ibrida”.

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domenica 28 maggio 2017

Hyundai Kona


Hyundai Kona, il Suv compatto che mancava. La casa coreana, in attesa dell’anteprima mondiale della prossima estate, anticipa alcuni dettagli del design del nuovo modello che affiancherà Santa Fe e Tucson. Dopo l’uscita di scena della ix35, rimpiazzata dalla Tucson, alla Hyundai mancava un modello innovativo in grado di competere nel segmento dei Suv-B peraltro molto competitivo e in forte crescita.

Con la nuova Kona il marchio coreano mira a conquistare una diversa fascia di clienti alla ricerca di un modello dalle dimensioni contenute, con un design moderno e accattivante, dalla personalità forte e distintiva. Kona, il cui nome deriva dal Kona District di Big alle Hawaii, rappresenta anche  un capitolo decisivo nella design identity del brand e offre un equilibrato mix tra innovazione e stile promettendo di portare una sferzata di energia, proprio come avviene nella località da cui prende il nome, nel suo segmento di riferimento reo di mostrare già un “appiattimento” stilistico.

Tra gli elementi anticipati dagli strateghi del marketing della Hyundai troviamo la particolare “Cascading Grille” frontale, elemento stilistico del new deal del design del brand, che cattura l’attenzione con il suo look originale.

Il nuovo gruppo ottico anteriore ne accentua poi il carattere deciso, con le luci diurne a Led collocate sopra i fanali anteriori, sempre con la stessa tecnologia a Led, mentre la struttura anteriore della vettura offre un aspetto slanciato e avveniristico, con linee eleganti e ben definite.

La nuova Kona Hyundai non è un “finto” Sport utility vehicle ma propone soluzioni di robustezza e tecnologia con una posizione di guida rialzata e un sistema di trazione integrale (previsto come optional) per aumentare la tenuta di strada e il piacere di guida anche lontano dall’asfalto.

“Kona  segna un passo fondamentale nella strategia di crescita Hyundai – spiegano al quartier generale – e va a rafforzare la credibilità che il brand si è costruito nel segmento Suv: oltre 1.4 milioni di unità immatricolate in Europa dal lancio della prima generazione Santa Fe nel 2001. Un successo al quale ha contribuito in maniera chiave anche l’Italia, dove la sola Tucson ha superato le 34mila unità in poco più di un anno e mezzo dal lancio nel settembre 2015”.

A breve la Hyundai dovrebbe diffondere ulteriori dettagli sulla nuova Kona che anticiperanno l’anteprima mondiale estiva. (m.r.)

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martedì 16 maggio 2017

Audi e-tron Sportback: il primo Suv coupé elettrico sarà di serie nel 2019


Debutto al Salone di Shanghai per la Audi e-tron Sportback concept, evoluzione elettrica della A7 Sportback che arriverà sul mercato nel 2019

Design da coupè, tecnologia all’avanguardia, elevata potenza elettrica: la nuova concept car Audi è stata presentata al Salone di Shanghai.

La quattro porte Gran Turismo Audi e-tron Sportback è per ora solo un concept che rappresenta una pietra miliare per Audi nel percorso verso la mobilità elettrica.

La prima Audi e-tron totalmente elettrica farà il suo esordio nel 2018 e sarà un Suv adatto ad un uso quotidiano.

Nel 2019 arriverà invece la versione di serie dell’Audi e-tron Sportback visto a Shanghai.

La propulsione sarà affidata a tre motori elettrici (uno sull’asse anteriore e due sul posteriore) in grado di sviluppare un massimo di 370 kW, pari a 503 cavalli, alimentati da una batteria agli ioni di litio da 95 kW, capace di garantire un’autonomia di 500 km.

Gli enormi cerchi da 23” sottolineano la muscolarità del modello, la cui imponenza esteriore è abbinata a un abitacolo minimal, dominato dalle tinte chiare e da schermi touchscreen

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lunedì 8 maggio 2017

Toyota Yaris: per lei un nuovo motore 1.5

Toyota Yaris: per lei un nuovo motore 1.5

Il 1.3 della Toyota Yaris lascia il posto ad un più moderno 1.5, sempre a 4 cilindri, che taglia i consumi nella misura del 12%.

GIÀPRONTO PER IL TEST NEDC - La Toyota ha annunciato pochi giorni fa un restyling della Toyota Yaris (nella foto sopra la versione giapponese) che avrà anche una versione più sportiva, dotata di un motore da 210 CV (qui per saperne di più). Il modello rinnovato sarà in vendita nel 2017 e porterà all’esordio un motore a benzina più evoluto e sofisticato dell'attuale 1.3 oggi. È un 4 cilindri di 1.5 litri, che adotta una serie di tecnologie per migliorare i consumi e diminuire l’impatto sull’ambiente: ha una resa energetica molto elevata (pari al 38,5%), lavora con un rapporto di compressione superiore ai benzina di pari cilindrata (13,5:1) e adotta il sistema EGR per il trattamento dei gas emessi allo scarico. Queste novità, secondo la Toyota, sono funzionali al superamento del nuovo test sulle emissioni NEDC, in vigore da settembre 2017 e basato su rilevamenti in condizioni reali di utilizzo e non più di laboratorio.
SOLUZIONI INEDITE - Particolare è anche la soluzione adottata per controllare l’alzata delle valvole, che permette al nuovo motore 1.5 della Toyota Yaris (foto qui sotto) di funzionare con il ciclo Otto o Atkinson a seconda delle circostanze, favorendo così le prestazioni o l’economia d’utilizzo. Ciò avviene grazie al nuovo sistema Variable Valve Timing intelligent con Electric Motor (VVT-iE), controllato in maniera elettronica, che gestisce l’albero a camme sul lato dell’aspirazione (attraverso un dispositivo idraulico) e interviene sul posizionamento della sua valvola: questa verrà chiusa nel ciclo Atkinson per limitare le perdite di pompaggio e sarà aperta nel ciclo Otto per migliorare le prestazioni. Il 1.5 adotta inoltre un sistema di raffreddamento ad acqua per il collettore di scarico, capace secondo la Toyota, di ridurre i consumi alle velocità autostradali.
PIÙ CV, MENO CONSUMI - Il nuovo 4 cilindri aspirato della Toyota Yaris sviluppa 111 CV e promette 136 Nm di coppia a 4.400 giri, gran parte della quale (118 Nm) è disponibile da 2.000 giri: il 1.5 dovrebbe rivelarsi elastico e molto sfruttabile anche alle velocità ridotte. L’incremento di potenza rispetto al 1.3 si traduce nel miglioramento dell’accelerazione 0-100 km/h e della ripresa da 80 a 120 km/h: nel primo caso passa da 11.8 a 11 secondi, nel secondo da 18.8 a 17.6 secondi. Il vantaggio a livello di consumi è nell’ordine del 12%, secondo quanto anticipato dall’azienda.

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lunedì 24 aprile 2017

Vertici FCA, Ford e GM a colloquio alla Casa Bianca

I vertici di FCA, Ford e GM a colloquio alla Casa Bianca


L’incontro con Donald Trump è servito per conoscersi e tracciare le linee guida per il futuro, dopo le promesse in campagna elettorale.

IN TRE A COLLOQUIO - Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ricevuto oggi alla Casa Bianca gli amministratori delegati delle tre principali case automobilistiche del Paese: Mark Fields della Ford, Sergio Marchionne della FCA e Mary Barra della General Motors (foto qui sopra). L’incontro è stato il primo del genere da sei anni a questa parte ed è servito a Trump per illustrare le misure che intende attuare, dopo gli annunci fatti in campagna elettorale e il grande risalto di alcuni provvedimenti assunti a livello industriale: il Presidente ha annunciato di voler ridiscutere le severe normative anti-inquinamento studiate dall’amministrazione Obama e di voler penalizzare le aziende che producono oltre-confine, obbligandole a trasferirsi negli Stati Uniti con la minaccia di introdurre pesanti dazi. Le tre società hanno già annunciato di voler trasferire negli Usa la produzione di alcuni modelli.
RIVEDERE LE NORMATIVE - Secondo quanto riportano le agenzie di stampa, Trump avrebbe ammesso che le normative in materia di salvaguardia dell’ambiente “sono fuori controllo” e suscettibili di modifica, confermando la promessa di sostenere le aziende a costo di sacrificare il rispetto dell’ambiente. Il suo intento sarebbe quello di rimuovere gli “ostacoli” nei confronti dell’industria e delle compagnie petrolifere. L’intenzione di Trump combacia con quella espressa dalle case automobilistiche, in prima linea per ridefinire i limiti che allo stato attuale verranno introdotti dal 2025, quando la media in termini di consumo fra le nuove automobili dovrà essere pari a 4,32 l/100 km. Trump ha promesso inoltre di snellire la burocrazia per attrarre maggiori investimenti, con l’obiettivo di aumentare l’occupazione nel Paese. “Riceverete le vostre autorizzazioni in breve tempo”, ha promesso Trump.
GIUDIZI FAVOREVOLI - I tre amministratori delegati di GM, Ford e FCA  hanno espresso soddisfazione al termine dell’incontro e fiducia nelle politiche di Trump. Marchionne, ad esempio, ha apprezzato lo sforzo del Presidente “nel trasformare gli Stati Uniti in un posto dove fare impresa”. Per Barra l’incontro è stato costruttivo e ha trattato argomenti molto vari, fissando l’obiettivo di “lavorare insieme sulle politiche necessarie per supportare un’economia forte e competitiva”. Fields si è detto sicuro del fatto che Trump saprà “rendere forti gli Stati Uniti e attuare le politiche necessarie per il cambiamento”.

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venerdì 14 aprile 2017

Parigi nuova stretta sul diesel

A Parigi nuova stretta sul diesel

La nuova regolamentazione distingue i veicoli in base al loro periodo di omologazione. Vietate le auto pre-1997.

I COLORI DELL’INQUINAMENTO - Da qualche giorno a Parigi le auto in circolazione devono essere munite della nuova vignetta Crit’Air, messa a punto dalle autorità francesi per rendere immediatamente identificabile il livello di compatibilità ambientale dei veicoli (tramite il colore, l’adesivo rivela la capacità di inquinare, in particolare con l’ossido di azoto e il particolato). È l’applicazione della normativa varata dal governo l’anno scorso e mirante a limitare, fino a vietare, la circolazione dei mezzi più inquinanti nelle cosiddette ZCR, Zone à circulation restreinte (Zona a circolazione ridotta).
SISTEMA GIÀ USATO - La normativa è già stata applicata da altre città francesi, come Grenoble e Lione e ha l’obiettivo di ridurre l’inquinamento da ossido d’azoto e particolato. Ciò significa che nel mirino ci sono soprattutto le auto diesel, che da tempo l’amministrazione della capitale francese vuole mettere al bando. L’obiettivo del sindaco Anne Hidalgo è di arrivare al divieto totale entro il 2025. E l’obiettivo comincia a essere realizzato fin da adesso, dato che assieme alla catalogazione con le vignette è già stato anche introdotto il divieto di circolazione per le auto immatricolate prima del 1° gennaio 1997, i veicoli commerciali di prima del 1° ottobre 1997 e le moto immatricolate prima del 1° giugno 2000. Questa fascia di veicoli non rientrano nella classificazione del Crit’Air, e ne è ammessa la circolazione soltanto nel fine settimana e negli altri giorni nelle ore notturne dalle 20 alle 8.
BUONI E CATTIVI - Le categorie, e dunque i contrassegni, sono 6: verde per i mezzi a emissioni zero (veicoli elettrici o a idrogeno); categoria 1, color viola: veicoli omologati secondo gli standard Euro 5 e 6; categoria 2, color giallo-beige: auto a benzina Euro 4; categoria 3, color arancione: Euro 2 e Euro 3 a benzina, Euro 4 diesel; categoria 4, color marrone scuro: diesel Euro 3; categoria 5, color grigio scuro: diesel Euro 2.
UNO STRUMENTO PER I COMUNI - La regolamentazione delle ZCR prevede che nei giorni in cui sono rilevati i picchi di inquinamento la circolazione venga limitata per categorie e non più a targhe alterne. Si tratta di un sistema che nella sostanza è già stato adottato da altre città in Europa. La normativa è stata elaborata e varata dal ministero dell’Ambiente come uno strumento da mettere a disposizione delle amministrazioni locali. Sta infatti ai comuni decidere le misure di limitazione-regolamentazione del traffico utilizzando le categorie citate. A Parigi il limite d’applicazione è la grande arteria A6 che scorre t6utto attorno alla città. Va però anche aggiunto che il ministro dell’Ambiente ha recentemente sollecitato le Prefetture a imporre l’applicazione della nuova normativa, entro il 7 aprile.

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martedì 4 aprile 2017

Oltre 50 miliardi spesi nel 2016 per benzina e gasolio

Oltre 50 miliardi spesi nel 2016 per benzina e gasolio


Il Centro Studi Promotor ha elaborato uno studio sui consumi e le spese sostenute dagli italiani nel 2016 per fare il pieno.

SALASSO ALLA POMPA - Nel 2016 si stima che in Italia siano stati spesi 50,6 miliardi di euro per il carburante degli autoveicoli. È l’impressionante dato messo in evidenza dallo studio del Centro Studi Promotor di Bologna. Ciò significa che nei confronti del 2015 si è registrata una riduzione di 4,968 miliardi, spiegabile con una contrazione dei consumi (-0,9%) e alla diminuzione dei prezzi dei carburanti (-8,9% per il gasolio e -6,05% per la benzina).  2017 CON PREZZI IN AUMENTO - Il 2016 è così il quarto anno consecutivo in cui i consumi calano. Per quanto riguarda i prezzi di benzina e gasolio, il 2016 fa registrare valori più bassi di quelli registrati negli anni precedenti (il picco fu nel 2012), ma proprio durante il 2016 il mercato mondiale del petrolio ha segnato una inversione di tendenza, con “l’oro nero” che da dicembre ha ripreso a salire per via della decisione dei paesi produttori di limitare la produzione. Ciò fa prevedere che quest’anno gli automobilisti dovranno pagare di più per fare il pieno, e tutte le attività di trasporto vedranno aumentare i propri costi di esercizio (con ricaduta sui prezzi al consumo). FIUME DI DENARO PER LO STATO - Altro dato significativo messo in luce dallo studio del Centro Studi Promotor è quello sugli introiti statali ricavati dalla vendita dei carburanti per auto. Secondo la ricerca si tratta di 33,861 miliardi di euro, in calo del 3,3% rispetto al 2015, ma sempre una massa enorme di denaro che rappresenta il 67% dell’intero esborso degli automobilisti. Va sottolineato che la quota industriale dell’intero ammontare della spesa per carburanti risulta invece in calo del 18,6% sul 2015, con un importo di 16,766 miliardi di euro. 

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martedì 28 marzo 2017

PSA: 2020 ritorno in India

La PSA si allea con la CK Birla per produrre in India auto da vendere nel grande Paese, dove vivono 1,2 miliardi di persone.
UN GRANDE POTENZIALE - Il Gruppo PSA ha annunciato un investimento iniziale pari a circa 100 milioni di euro per tornare in India, con l'intenzione di aumentare le vendite a livello globale e ritagliarsi una fetta in quello che gli analisti considerano un mercato molto promettente, alla luce degli oltre 1,2 miliardi di abitanti e della scarsa diffusione delle automobili: nel 2016 il totale delle nuove immatricolazioni ha raggiunto le 3 milioni di unità, ma il numero è destinato a raggiungere le 8/10 milioni di unità entro il 2025. Il gruppo francese tornerà nel Paese dal 2020 e ha stretto per l’occasione due diversi accordi con il gruppo CK Birla, conglomerata da oltre 20.000 dipendenti che gestisce attività industriali di vario tipo. 
DUE JOINT VENTURE - Una di queste è la HMFCL, società che si occupa della distribuzione nel Paese anche delle Mitsubishi. L’accordo fra il Gruppo PSA e la HMFCL prevede la formazione di due joint venture (possedute al 50-50%): una consiste nella produzione e nella distribuzione di auto della PSA in India, l’altra nella fabbricazione di motori e trasmissioni. Le attività saranno basate nell’impianto di Tamil Nadu, dove la PSA conta di realizzare all’inizio 10-15.000 vetture l’anno e poi incrementare gradualmente la produzione fino a raggiungere quota 100.000 unità l’anno. La PSA non è presente in India da inizio Anni 90, ma nel 2011 aveva definito un ambizioso piano di investimenti poi dismesso a causa della grave crisi in cui è piombata l’anno successivo.
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giovedì 16 marzo 2017

Mazda: motore a benzina senza candele

Dalla Mazda il motore a benzina senza candele

Nel 2018 i nuovi motori Skyactive 2 della Mazda, nei quali l’accensione della benzina avverrà tramite l’alta pressione. 

MIGLIORA L’EFFICIENZA - Entro la fine del 2018 la Mazda dovrebbe presentare la seconda generazione dei motori linea Skyactive, introducendo nuove soluzioni tecniche per diminuire i consumi e far aumentare l’efficienza energetica. Una di queste potrebbe essere l’inedito sistema Homogeneous Charge Compression Ignition (HCCI), capace di far avvenire l’innesco della benzina nelle camere di combustione senza il ricorso alle tradizionali candele: la scintilla verrà creata grazie alla pressione molto elevata, in maniera analoga a quanto avviene sui motori diesel, dove la compressione dell'aria provoca un'autoaccensione al momento dell'iniezione del carburante nei cilindri. La prima automobile ad impiegare la tecnologia potrebbe essere la Mazda 3 (foto sopra). STRUTTURA RIVISTA - Secondo quanto anticipato dall’edizione on-line del quotidiano Nikkei, i motori Skyactive 2 dotati del sistema HCCI verranno adottati progressivamente da tutti i modelli della Mazda con un sensibile miglioramento dei consumi, fino al 30%, in virtù anche degli accorgimenti necessari per applicare la tecnologia: il nuovo motore adotterà un rapporto di compressione più elevato e lavorerà con una miscela aria-benzina super magra (cioè con meno benzina). Allo stesso tempo i tecnici dovranno essere capaci di non far incrementare l’emissione dei pericolosi ossidi d’azoto, che aumentano nelle miscele magre per via della maggiore presenza di aria (e dell’azoto che la compone), modificando inoltre la struttura interna delle camere di combustione, che sarà più solida sui motori dotati di HCCI. 

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lunedì 6 marzo 2017

E-Mobility Report

Risultati immagini per auto elettriche

Le auto elettriche prenderanno il posto di quelle tradizionali? Il successo della Nissan Leaf, il modello più richiesto, è destinato a continuare? Quali sono le strategie e le intenzioni delle case automobilistiche, da Mercedes ad Audi, passando per Hyundai e Renault, sul fronte dell’e-mobility? E, a livello di incentivi statali per l’acquisto di vetture non inquinanti, che cosa possiamo attenderci? Risposte e previsioni, pro e contro, dati e numeri: il panorama aggiornato e gli scenari futuri, con i pareri degli esperti del settore, sono al centro dell’incontro dedicato al primo E-Mobility Report, organizzato dall’Energy&Strategy Group del Politecnico (giovedì 26 gennaio, aula magna Carassa-Dadda del campus Bovisa, via Lambruschini 4). L’incontro, che comincerà alle 9.30, sarà gratuito e aperto a chiunque desideri parteciparvi: per conoscere lo stato di salute attuale e gli sviluppi della mobilità elettrica, soprattutto per valutare a che punto e a che velocità si muove l’Italia, rispetto all’Europa e al resto del mondo.
Tavole rotonde. A dare il via all’incontro sarà una panoramica globale del mercato che, stando agli ultimi dati a livello globale, si è chiuso con la vendita di circa 800.000 esemplari a spina, quindi in crescita del 40% rispetto al 2015, con i “full electric” in pole position: da soli toccano il 63% del totale, in crescita del 60% rispetto all’anno prima. Protagonista del mercato è la Cina, che ha registrato 225.000 vendite nei soli primi tre trimestri del 2016. A seguirla nella classifica mondiale, seppur con forte distacco, ci sono gli Stati Uniti (109.000 esemplari, + 33% in un anno). In Europa, le vendite si dimezzano; e in Italia? Nel 2016 sono state immatricolate 2.560 auto elettriche, circa lo 0,1% del mercato italiano dell’auto. Quanto è dovuto all’assenza di qualsiasi tipo di incentivazione, quanto alla rete di rifornimento, ancora debole? Pare molto. Queste e tante altre risposte usciranno dalle tavole rotonde del Politecnico.
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giovedì 23 febbraio 2017

Lexus

Lexus IS 300h (2017)

L’arrivo dell’Alfa Romeo Giulia ha dato una scossa alla nicchia di mercato delle berline del segmento D (in Italia vale il 5% del totale). Ma in questo ambito, dominato dalle solite tedesche, si muove un’altra alternativa: la Lexus IS 300h. Nata nel 1999 come concorrente dichiarata della BMW Serie 3, è cambiata nel 2006 e nel 2013 si è rinnovata completamente, puntando tutto sulla propulsione ibrida, che comprende un quattro cilindri di 2.5 litri da 181 cavalli e la classica trasmissione e-Cvt Toyota/Lexus con motore elettrico da 105 kW/143 CV, che invia il moto alle ruote posteriori, per una potenza complessiva di 223 CV.

Nella meccanica le modifiche sono più di sostanza perché, assecondando le richieste dei clienti, la Lexus ha irrigidito le sospensioni con vari interventi sui bracci, sulle boccole, sulle barre stabilizzatrici e sulle molle, oltre a rivedere la taratura dello sterzo. Completa la dotazione di sicurezza, a partire dagli otto airbag, per chiudere con vari sistemi di assistenza alla guida, tra cui quello che mantiene la vettura nella corsia di marcia intervenendo sullo sterzo.

Come va. Su strada si ritrova il tipico comportamento delle ibride Toyota/Lexus, caratterizzato da una grande fluidità e silenziosità quando si viaggia tranquillamente e da una certa mancanza di linearità tra i comandi dell’acceleratore e la risposta del motore se si guida in modo un po’ più aggressivo. I paddle al volante consentono di agire sulla trasmissione ibrida per simulare i rapporti fisici di un cambio tradizionale, migliorando un po’ le cose, ma certo non fanno la differenza come la vera trasmissione automatica a quattro marce che sulla nuova coupé LC 500h è stata aggiunta all’e-Cvt. La IS 300h restyling si rivela anche un po’ rigida, e ciò s’avverte a maggior ragione sulle strade non proprio impeccabili di Roma e dintorni, dove l’abbiamo guidata. Il percorso perlopiù cittadino e il traffico non hanno consentito di valutare pienamente l’assetto, ma, nonostante la nuova taratura del servo, lo sterzo resta d’impostazione turistica e non invita ad alzare il ritmo.

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mercoledì 15 febbraio 2017

Mini Countryman

Risultati immagini per Mini Countryman

Ora che misura 4,3 metri, sarebbe facile dire che è troppo grande per essere una vera Mini. Ma lo è eccome, semplicemente declinata come crossover. La Countryman seconda serie è simile, nell'aspetto, alla precedente, ma è cresciuta nelle dimensioni (20 cm in lunghezza, tre in larghezza e 7,5 nel passo) ed è basata sulla nuova piattaforma Ukl2, la stessa della Clubman e delle BMW X1 e Serie 2 Active Tourer.

Motorizzazioni. I propulsori, tutti sovralimentati, sono i tre cilindri di 1.5 litri da 136 CV a iniezione diretta di benzina e i quattro cilindri di 2.0 litri da 192 CV, mentre il duemila diesel è disponibile in due varianti di potenza, da 150 e 190 cavalli. E c’è un’altra grande novità, del tutto inedita per il marchio inglese: a giugno debutterà una versione ibrida plug-in, dotata del benzina tre cilindri e di un motore elettrico da 65 kW (88 CV) montato al retrotreno, in grado di agire direttamente sulle ruote posteriori, così da realizzare una trazione integrale “by wire”, priva di albero di trasmissione e di ripartitore meccanico. Il pacco batterie agli ioni di litio da 7,6 kWh, piazzato sotto il sedile posteriore, offre un’autonomia dichiarata di 40 km e si ricarica tramite una presa di corrente domestica in circa tre ore e un quarto.

Cooper S da 192 CV. Per il primo test su strada, in attesa delle prova completa che troverete su Quattroruote di febbraio (della Cooper SD da 190 CV), ho guidato nella campagna inglese dell'Oxfordshire la versione più sportiva a benzina (in attesa della John Cooper Works da 231 CV, che arriverà a marzo), ovvero la Cooper S da 192 CV, con la trazione integrale All4 e il cambio automatico. Facili ironie a parte, su una Mini che ormai di “mini" ha solo il nome, la Countryman ora si è trasformata davvero, come dicevamo, in una crossover fatta e finita, compiendo il passo finora lasciato a metà. Ora è spaziosa, comoda, adatta ai lunghi viaggi. Con un'evidente vocazione familiare, che mancava alla prima Countryman. Ha più spazio a bordo, in effetti, e anche un bagagliaio più capiente. Tra gli optional ha persino il portellone elettrico.

Come va. Alla guida, in ogni caso, fin dai primi metri ci si accorge che la Mini Countryman, persino in versione Cooper S, ha accettato parecchi compromessi in fatto di piacere di guida. Nonostante dati dichiarati di tutto rispetto (0-100 in 7,2 s e velocità massima di 222 km/h), questa crossover ha perso un pochino in termini di capacità di emozionare. Senza tirare in ballo il kart-feeling delle Mini più piccole e pepate, si ha proprio l'impressione che i suoi punti di forza siano altri: l'equilibrio e la gradevolezza a tutte le andature, oltre al confort. Lo si capisce passando sulle strade non del tutto regolari di campagna, dove le sospensioni svolgono un buon lavoro. Merito anche della solidità della Countryman. Persino con cerchi da 18" e pneumatici ribassati, passa con grande disinvoltura sulle irregolarità. Anche l'abitacolo si dimostra ben insonorizzato. Mettendo in Sport, viene amplificato e reso più coinvolgente il sound del quattro cilindri, mentre aumenta il carico dello sterzo e diventa più reattiva la risposta dell'acceleratore e del cambio. In ogni caso, la Cooper S non diventa mai rabbiosa, e per una crossover è giusto così. Naturalmente non si tratta di una Suv adatta al fuoristrada, ma con la trazione All4 e l'altezza da terra di 16,5 cm (a pieno carico offre un angolo di attacco di 14,9° e di uscita di 18,5°) si può affrontare qualche percorso difficile senza problemi. Sul fango, anche con i "binari" formati dal passaggio di trattori e quant'altro, ci si muove con una buona trazione. Infine, con il motore 2.0 a benzina da 190 CV, i consumi sul trip computer nel nostro giro abbastanza spinto, ma senza tratti a velocità esagerate e poca autostrada, sono risultati discreti: la media è stata di 10-11 chilometri con un litro.

Fonte: QUI



giovedì 2 febbraio 2017

Ford GT

<strong>Ford GT</strong> - Che numeri per la sportiva americana!

Le prenotazioni sono già esaurite da tempo, ma solo ora la Ford ha diffuso i dati tecnici definitivi della nuova GT. La biposto, che rievoca lo spirito della GT40 originale, è l'auto più veloce mai prodotta dalla Casa americana ed è pronta a dichiarare guerra a tutte le più note supercar con numeri da capogiro.

647 CV e meno di 1.400 kg. Il V6 3.5 EcoBoost dichiara ufficialmente 647 CV (omologati Sae) a 6.250 giri e 745 Nm di coppia massima a 5.900 giri per la versione omologata negli Stati Uniti, con il 90% della coppia disponibile già a 3.500 giri. Grazie alla fibra di carbonio utilizzata per telaio e carrozzeria, il peso a secco è pari a 1.385 kg (3.054 libbre), per un rapporto peso potenza pari a 2,14 kg/CV, un dato che la mette a confronto diretto con rivali del calibro di McLaren 675 LT (qui il video in pista) e Ferrari 458 Speciale (qui la nostra video-prova). Rispetto a entrambe, nei test condotti dalla Ford la GT è risultata anche la più veloce in pista: sul circuito di Calabogie Motorsports Park, in Canada, la GT ha battuto di 1 secondo la McLaren e di oltre 3 secondi la più "anziana" Ferrari.

Velocità massima. Un altro dato di valore assoluto è quello della velocità massima: grazie all'aerodinamica attiva e alla modalità di guida dedicata per le sospensioni e gli altri parametri, la GT è in grado di toccare i 347 km/h (216 miglia orarie). Per il momento non sono noti i tempi di accelerazione e ripresa, né è stato definito il prezzo di listino, che dovrebbe aggirarsi intorno ai 400.000 dollari. Ma poco importa, visto che i 1.000 esemplari previsti da qui al 2019 sono andati letteralmente a ruba. L.Cor.

Fonte: QUI

mercoledì 25 gennaio 2017

Toyota GT86

Toyota GT86 (MY 2017)

“Se non è divertente da guidare, allora non è un’auto”. Alla Toyota hanno preso in parola il motto del loro presidente Akio Toyoda e messo a punto una specifica modalità Track per la GT86, che ha lo scopo di allargare le maglie dei controlli di stabilità e trazione, in modo da garantire al conducente un comportamento più coinvolgente, come ci si aspetta da una trazione posteriore con vocazione sportiva, senza interventi troppo invasivi dell’elettronica. Sarebbe bastata una qualsiasi pista, tra le tante a disposizione in Europa, per verificare le potenzialità dinamiche della GT86, ma proprio per enfatizzare questa inedita divertente opportunità, gli uomini della Casa giapponese hanno scelto un terreno decisamente più insidioso: le piste ghiacciate della Lapponia.
Esperienza al Nürburgring. Anche se, per la verità, lo sviluppo di questa funzione della GT86 ha avuto spunto dalle competizioni, sfruttando anche le esperienze della Toyota alla 24 Ore del Nürburgring. Il sistema si attiva da una plancetta subito dietro la leva del cambio. Per inciso, un sei marce decisamente gradevole, con innesti secchi e corsa corta, in ottimo accordo col motore boxer da 200 cavalli, che non cambia. Sulla bassa aderenza, a seconda della modalità selezionata, le differenze di comportamento emergono in modo evidente. Si può scegliere tra una guida tranquilla, con l’elettronica che vigila e si fa sentire con decisione, appena la vettura tende a scomporsi, o un comportamento più dinamico, che lascia via via maggiore liberta al conducente. In questo contesto, il divertimento è garantito tra slalom, steering pad e gli altri classici esercizi di guida sul ghiaccio.
Interventi su assetto e scocca. Naturalmente, quest’esperienza finlandese non è trasferibile direttamente sull’asfalto, ma la sensazione è che il feeling di guida sia davvero gestibile, un risultato cui hanno contribuito anche gli interventi sull’assetto (taratura delle sospensioni, barra di rollio di diametro maggiore), oltre all’aumentata rigidità della scocca. Le novità, pero, non finiscono qui.
Nuovi dettagli, dentro e fuori. Quelle esterne sono minime, ma ben visibili. Riguardano soprattutto i nuovi gruppi ottici anteriori e i fanali posteriori, entrambi con tecnologia a Led, i paraurti e le prese d’aria maggiorate. Inedito anche il disegno dei cerchi a 10 razze da 17 pollici. Anche gli interni sono stati rinfrescati. In particolare, spiccano il nuovo volante di diametro ridotto di 3 centimetri e il pannello strumenti, dove è possibile anche visualizzare le performance della vettura, tra cui l’accelerazione laterale e longitudinale, le curve di coppia e potenza, un cronometro con una sorta di registro dei tempi segnati in pista. Insomma, tutta l’“attrezzatura” per enfatizzare l’anima sportiva di questa coupé. Inoltre, in testa alla console è stato inserito un nuovo display touch da 6,1 pollici del sistema multimediale e satellitare Toyota. Ben fatti, infine, i sedili anteriori, lievemente rimodellati per aumentarne la capacità di contenimento. La GT86 è già in vendita a 31.700 euro (prezzo di lancio 27.500). L’automatica costa 1.500 euro in più.
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lunedì 16 gennaio 2017

Opel Crossland X

<strong>Opel Crossland X</strong> - Compatta, spaziosa e versatile

La Opel ha diffuso le immagini ufficiali della Crossland X, la crossover compatta che debutterà al Salone di Ginevra (9-19 marzo) e che affiancherà nei listini la Mokka X. Rispetto a quest'ultima, promette di essere più spaziosa e versatile.
Più piccola della Mokka X. La Opel Crossland X è lunga 4 metri e 21 cm (7 centimetri in meno della Mokka X), mentre grazie al divano posteriore scorrevole il bagagliaio dichiara una capacità variabile tra 410 e 520 litri, che sale a 1.255 litri abbattendo il divano stesso. La plancia si sviluppa in senso orizzontale mettendo in risalto il display dell'infotainment, mentre il confort di chi siede davanti è garantito dai sedili certificati AGR.
Elementi di Mokka e Adam. I gruppi ottici anteriori e la mascherina ricordano la Mokka X, mentre la fiancata è dominata dalle minigonne e dai parafanghi di plastica grezza tipici delle Suv e dalle linee che scavano la portiera anteriore. Il design del tetto è impreziosito dal profilo cromato discendente sul montante posteriore, simile alla Adam e ancora più evidente optando per la verniciatura bicolore, mentre il posteriore è caratterizzato dai gruppi ottici rialzati e dal lunotto compatto.
Al top per accessori, sicurezza e infotainment. La dotazione tecnologica della nuova Crossland X è ai vertici e sfrutta le potenzialità della telecamera anteriore OpelEye: oltre ai gruppi ottici a Led con tecnologia adattiva AFL, troviamo l'head-up display, la retrocamera con visione a 180 gradi, l'Advanced Park Assist, il Forward Collision Alert con frenata automatica e rilevamento pedoni, il Lane Keep Assist, il Driver Drowsiness System e lo Speed Sign Recognition. A bordo è inoltre disponibile il sistema d'infotainment IntelliLink con schermo fino a 8 pollici e compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto, oltre al pacchetto Opel OnStar per la connettività e i servizi e la ricarica wireless per smartphone.
Ancora da definire la gamma dei propulsori. Per il momento la Opel non ha fornito dettagli specifici sulle motorizzazioni, limitandosi a dire che sarà offerta un'ampia scelta di versioni a benzina, diesel e bifuel Gpl, tutte solo a trazione anteriore. L.Cor.
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martedì 10 gennaio 2017

Test F.1 2017

<strong>Test F.1 2017</strong> - La Fia ufficializza le date

La Fia ha ufficializzato il calendario dei test per la stagione 2017 di Formula 1: oltre alle due sessioni invernali - che si terranno a Barcellona -, il Circus tornerà a provare nel corso della stagione in Bahrain, in Ungheria e ad Abu Dhabi.
In pista a febbraio. Dal 27 febbraio al 2 marzo, le nuove vetture di Formula 1 scenderanno in pista sul Circuit de Catalunya, per la prima sessione di test invernali. Le squadre si fermeranno sul tracciato spagnolo per altre quattro giornate - dal 7 al 10 marzo - prima di lanciarsi nelle prime trasferte del Mondiale. Il primo test in-season, invece, si terrà sul circuito del Sakhir il 18 e 19 aprile, proprio dopo il Gran Premio del Bahrain.
Non si prova a Silverstone. Rispetto al passato, quest'anno non si effettueranno sessioni di prove sul circuito di Silverstone, poiché si proverà all'Hungaroring i primi due giorni di agosto. Nei test di Bahrain e Ungheria, le squadre non avranno limiti sulle soluzioni da provare, se non quella di far correre un rookie (che abbia corso meno di 3 gare di F.1) per due dei quattro giorni complessivi. Ultimo appuntamento dei test in-season sarà quello del 28 e 29 novembre ad Abu Dhabi, sullo Yas Marina Circuit. Questa sessione avrà il solo scopo di raccogliere quante più informazioni possibili sulle specifiche delle gomme che verranno utilizzate nella stagione successiva.
Nuovi test per la Pirelli. Già quest’anno la Pirelli ha potuto usufruire di un particolare programma di test per lo sviluppo delle nuove gomme larghe. Anche per il 2018 il fornitore unico di pneumatici avrà la stessa possibilità, con 25 giornate di test complessive per migliorare struttura e mescole delle proprie gomme, in vista poi della stagione 2018. Al momento, otto squadre hanno dato disponibilità per partecipare a queste giornate straordinarie di prove. D.R.
CALENDARIO TEST FORMULA 1 2017
27 febbraio – 2 marzo | Barcellona
7-10 marzo | Barcellona
18-19 aprile | Sakhir
1-2 agosto | Hungaroring
28-29 novembre | Yas Marina
Fonte: QUI